BIOGRAFIA
Carlo Sciarrelli nasce a Trieste il 6 luglio del 1934. Si
diploma all'Istituto Tecnico Industriale A. Volta di
Trieste. Figlio di ferroviere, lavora come fuochista addetto
alla manovra dei treni per le Ferrovie dello Stato. Le
locomotive rimarranno sempre nel suo cuore, specie quelle a
vapore di cui raccontava sempre l'incredibile espressione di
potenza.
Frequenta fin da ragazzo i moli dello Yachting Club Adriaco
subendo il fascino delle barche. Inizia a bordeggiare per il
golfo di Trieste con un beccaccino, una deriva che gli
permette di appropriarsi dei segreti della navigazione. Ma
non si accontenta, non gli interessa solo navigare vuole
capire le barche, la forma degli scafi, il loro
comportamento in mare.
Inizia per lui un percorso di conoscenza, che in realtà
durerà tutta la vita e da perfetto autodidatta, studia,
analizza, approfondisce con una cura quasi maniacale, ogni
aspetto delle cose che gli interessano. Si avvicina così
alla cultura classica, impara il latino per leggere e
studiare direttamente dalle fonti. Con lo stesso metodo si
avvicina alla musica classica, all'architettura, all'arte e
alla nautica. La sua biblioteca inizia ad ampliarsi fino a
contare più di 1000 volumi di letteratura, architettura,
arte, storia navale, classici latini e greci. Ne esce un
uomo con una cultura a tutto campo capace di grandi
intuizioni e di analisi acute e originali.
Nel 1959, il suo primo lavoro da progettista: restaura per
sé una passera costruita sull'Isola di Veglia negli anni
’30, Aspasia.
Si sente pronto, i suoi studi, le sue analisi lo hanno
portato a trovare un suo concetto di sintesi dalla quale può
e deve partire, per realizzare la barca perfetta, “la barca
di Dio”.
Con sudati risparmi progetta e costruisce nel 1960 la sua
prima barca, l'Anfitrite. La barca va bene, prodigiosamente
bene, vince quasi tutte le regate alle quali partecipa. Ma
anche qui, Carlo non si accontenta, affina la tecnica, si
spinge oltre, progetta un altro tipo di barca, che gli viene
stavolta commissionata da un suo avversario di regata.
Inizia così la sua storia di progettista, architetto, yacht
designer. Nella sua vita ha progettato circa 140 barche e
dai suoi progetti sono state realizzate in tutto il mondo
più di 400 imbarcazioni.

Giudice severo di se stesso aveva dietro la scrivania, dove
lavorava, una striscia di carta con elencati i 137 nomi
delle sue barche, solo su alcuni però c'era un asterisco,
dove cioè il suo progetto aveva raggiunto la perfetta
sintesi di utilità e bellezza.
“Il bello non è nuovo, il nuovo non è bello” soleva dire.
Tutta la sua opera di yacht designer infatti, è stata
connotata dalla ricerca della “bellezza”. Da profondo
conoscitore dei classici qual'era, puntava alla sintesi
perfetta di armonia e equilibrio delle forme e funzionalità.
Nel 1970 pubblica per la Mursia Lo yacht, origine ed
evoluzione del veliero da diporto, il testo di nautica più
letto nel nostro Paese, ristampato ben cinque volte dalla
casa editrice e tradotto anche in tedesco.
Nel 1985, in occasione della mostra “Trouver Trieste” al
Centre Pompidou di Parigi, il Comune di Trieste assegna una
sala ai suoi disegni e gli commissiona un filmato sulla
professione del progettista. Il video La barca di Dio viene
girato dalla Rai e trasmesso anche sulle reti nazionali.
Nel 2003 riceve la Laurea ad Honorem in Architettura
dall'Università di Venezia e nello stesso anno riceve la
civica benemerenza dal Comune di Trieste con la seguente
motivazione: “per aver contribuito con la sua opera a
diffondere in tutto il mondo il valore e il nome della città
di Trieste e la sua tradizione per lo yachting. Le sue
creazioni hanno avvicinato la progettazione
dell'architettura navale alle soglie dell'arte”.
Carlo Sciarrelli muore a Trieste, dopo una lunga malattia,
il 24 settembre 2006. |
| |
|
|